>LA CASTA FA STRIKE: ENRICO LETTA PREMIER – IL NIPOTE DI GIANNI LETTA, UOMO OMBRA DI BERLUSCONI, CHIAMATO A GUIDARE IL GOVERNO DEL MEGAINCIUCIONE!!!!

Scritto il alle 12:25 da [email protected]

>Ve lo avevamo detto subito, nell’articolo Alcune considerazioni a caldo sulla rielezione di Napolitano a presidente della Repubblica, quello che pensavamo, pur senza sapere ancora il nome che sarebbe stato scelto – che di solito non è mai quello che circola prima, e infatti Amato non è stato scelto!!!


La scelta è ricaduta dunque sulla persona che meglio rappresenta e da garanzie a questa casta,   che ha come unico obiettivo di prendere tempo, tutelare i propri interessi e non quelli degli italiani – non abbiate dubbi su questo, dato che sono le stesse persone che hanno portato alle macerie questo paese negli ultimi 20 anni- e mettere in un angolo Grillo e il M5S.
Enrico Letta, dunque, il nipote di Gianni Letta, ossia il plenipotenziario uomo ombra di Berlusconi, la diplomazia dalla faccia buona del Pdl, non a caso entrambi ben voluti dal Vaticano, è il premier scelto da Napolitano dopo le consultazioni farsa (poichè tutto era stato già deciso in poche ore quando il presidente della Repubblica ha accettato il nuovo mandato, escluso categoricamente fino a poche ore prima).

Inutile dire quanto sia assolutamente scandaloso vedere insieme persone che se ne sono dette di tutti i colori in campagna elettorale, ma anche dopo: Bersani, Berlusconi e Monti. Sia chiaro, ovviamente, come Napolitano, lo fanno solo per il bene del Paese che amano – ricordo ancora Berlusconi nel 94 dire queste parole quando scese in campo, e in tanti ci credono ancora!!!!!
Dico io, ma non possono semplicemente smettere di amarci!!!

Ma mentre per Pdl e Scelta civica sono comprensibilissimi i motivi, dato che altre opzioni non ce n’erano, francamente solo la storia ci potrà far capire davvero perchè il Pd e la sua disastrosa classe dirigente ha scelto la via di questo chiaro suicidio di massa, visto che le possibilità di scegliere strade meno umilianti per il proprio elettorato e soprattutto più promettenti per dare una svolta al paese non mancavano certo.

L’europa è felice, i mercati anche – almeno per ora – gli unici che la prendevano, la prendono e la continueranno a prendere in quel posto continuiamo ad essere solo noi!!!!

Che pena infinita per questo paese !!!




Breve ritratto di Enrico Letta, visto da Marco Travaglio

Marco Travaglio ha definito Enrico Letta in un suo articolo come colui che:

“Dopo anni di relazione clandestina, ha trovato il coraggio per un liberatorio coming out sul Corriere: “Preferisco che i voti vadano al Pdl piuttosto che disperdersi verso Grillo”. Finalmente, era ora: B. è meglio di Grillo perché Grillo propone di “non ripagare i debiti, uscire dall’euro e non dare cittadinanza ai bambini nati da immigrati in Italia”. E pazienza se Grillo, diversamente da B., non ha mai proposto di uscire dall’euro e di non ripagare i debiti: quanto allo “ius soli”, il centrosinistra è talmente favorevole che ha governato 8 anni su 18 e non ha mai fatto la legge… Beata ingenuità. Sono 18 anni che sinistra e destra governano insieme, ovviamente sottobanco per non farsi beccare dai rispettivi elettori. Perciò Grillo e Di Pietro li terrorizzano: non fan parte del giro, non inciuciano, non sono trattabili né ricattabili né controllabili, insomma hanno il guinzaglio lungo.
Infatti il Letta minor sogna “un’alleanza guidata da Bersani con ai lati Casini e Vendola” e non esclude nemmeno la “grande coalizione” col Pdl anche se ora “non è l’opzione principale”. Una cosa è certa: “Non vorrei che si tornasse alla logica dell’antiberlusconismo e delle ammucchiate contro il Cavaliere”. Ecco, bravo. Le ammucchiate contro il Cavaliere no. Invece quelle col Cavaliere sì: infatti oggi il Pd è in maggioranza con B., per giunta in posizione gregaria. Ma chi si scandalizza non s’è accorto che la Grande Coalizione esiste almeno dal 1994, quando – rivelò Violante alla Camera – “abbiamo garantito all’on. Berlusconi e all’on. Letta (Gianni, ndr) che non avremmo toccato le tv”. Due anni dopo nacquela Bicamerale, che ufficialmente fallì nel ’98, in realtà non ha mai chiuso i battenti. Al di là del teatrino destra-sinistra per gabbare gli elettori, non c’è legge vergogna pro B. su tv e giustizia che Ds, Margherita e poi Pd non abbiano avallato o confermato o addirittura proposto e votato. Resta da capire se l’han fatto gratis o a pagamento. Nel 2006 Enrico Letta, vicepremier del secondo governo Prodi, si diede subito da fare: Gentiloni, ministro delle Comunicazioni, gli scrisse di cambiare le regole d’ingaggio all’Avvocatura dello Stato affinché smettesse di difendere la legge Gasparri alla Corte di Lussemburgo contro le giuste richieste di Europa7, come aveva fatto col governo Mediaset. Naturalmente Lettino lasciò tutto com’era e l’Avvocatura seguitò a difenderela Gasparri e Mediaset. Del resto lui aveva appena confessato di invidiare al Pdl “gente in gamba” come “zio Gianni e Tremonti”: non potendoli ingaggiare, pensò bene di imitarli. Così tornarono al potere. Nel 2009 B. aveva il solito problema: disfarsi dei suoi processi col “legittimo impedimento”. Scendiletta diede subito il via libera sul Pompiere: “Il Pd non opporrà obiezioni al ricorso al legittimo impedimento: consideriamo legittimo che, come ogni imputato, Berlusconi si difenda nel processo e dal processo”. All’espressione “come ogni imputato” c’è chi rischiò l’ipossia da risate. Altri sospettarono che si facesse scrivere i testi da zio Gianni. Ma era un’infame calunnia: zio Gianni è intelligente. Enrico invece è talmente astuto che ora è allarmato dal ritorno di B. perché “blocca la trasformazione del Pdl”. Quale? Ma naturalmente quella avviata dallo statista Alfano, “interlocutore affidabile e credibile” che stava trasformando il Pdl “da movimento carismatico a moderno partito conservatore europeo”, mentre ora “tornerà a essere il partito di Arcore”. Invece Angelino Jolie, com’è noto, con B. non parlava neppure, anzi manco lo conosceva. Altre risate da soffocare. Il fatto è che Scendiletta dice ciò che pensano quasi tutti i papaveri Pd, adusi a mercanteggiare con B. su tutto, anche sulla Costituzione. Con la differenza che gli altri sono più furbi e si limitano a farlo. Lui lo dice pure. Il che fa temere l’ipotesi più agghiacciante: CHE LUI, PER B., LAVORI GRATIS.”

Insomma Enrico Letta è l’antiberlusconismo che parla in berlusconiano, che sogna quel modello e che, ora, avrà la possibilità sul campo di sperimentare le sue teorie (sulla pelle degli italiani, ma questo poco importa). Così dopo i governi Berlusconi, dopo Monti, cambiamo di nuovo per non cambiar niente… però che bello poter dire finalmente all’estero abbiamo una faccia nuova… ENRICO LETTA, il nuovo BERLUSCONI… abbiamo fatto restyling?

Ma quanto ci metterà Letta a farsi crescere i capelli come Berlusconi? Lo faccia almeno per la Merkel, che lei, così amareggiata per la sconfitta di Monti, deve pur avere i suoi punti di riferimento in Europa!

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Anonymous
Scritto il 24 aprile 2013 at 23:41

>Come non condividere (ANNO)

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