>CRISI ITALIA: CROLLO DEI CONSUMI, DISOCCUPAZIONE ALLE STELLE, INVESTIMENTI NULLI!!! IL PAESE HA BISOGNO DI SPAZZARE VIA QUESTA CLASSE POLITICA INDECENTE, E DI CHIEDERE UNA RISTRUTTURAZIONE ORDINATA DEL DEBITO

Scritto il alle 12:36 da [email protected]

>La lunga agonia del nostro paese prosegue senza sosta, e senza nemmeno la remota possibilità ancora di vedere anche una piccola luce in fondo al tunnel. 

L’ andamento della nostra borsa la dice lunga, d’altronde, al di là delle valutazioni sulla manipolazione dei prezzi sugli assets di carta, di quale sia la considerazione dei mercati sulle condizioni di salute della nostra economia.

La situazione reale del nostro paese è in continuo drammatico deterioramento, e se a livello sociale ancora si vedono solo piccoli ma decisamente preoccupanti segnali di crescente insofferenza(sempre più suicidi e gesti estremi, divenuti praticamente quotidiani ; crescita incessante di reati contro il patrimonio, che sovente finiscono in violenze e omicidi; contestazioni e manifestazioni di protesta verso qualsiasi partito o movimento politico – anche verso lo stesso Grillo-, verso cui la gente ha smesso oramai di riporre qualsivoglia fiducia o speranza), non trascorrono nemmeno 24 ore senza che un imprenditore, un artigiano, un commerciante – spina dorsale di questo paese – non decida di “staccare la spina” alla sua attività, con tutte le conseguenze occupazionali del caso; senza che qualche pezzo pregiato dei nostri settori produttivi di punta non vengano venduti all’estero, magari a qualche cinese, indiano, russo o tedesco, che puntualmente finiscono per spostare tutto all’estero, in stati che incentivano gli investimenti e che danno possibilità di avere dei ritorni economici dagli stessi, senza che la tassazione e una burocrazia asfissiante e distruttiva se li divori per intero; senza che qualche media e grande impresa (vedi Fiat e Indesit recentemente) non decida di tagliare drasticamente la forza lavoro, delocalizzando in tutto o in parte la propria attività, scelta saggia e obbligata, sia chiaro, per chi  vuole anche solo provare a rimanere competitivo in un mercato globale comunque in forte difficoltà.

Le condizioni drammatiche in cui versa il nostro sistema bancario, con alcuni casi ben noti praticamente già di default, se non ci fosse stato il continuo intervento da parte dello Stato, a causa anche di un debito salito a livelli decisamente insostenibili, nonostante tutte le manovre “lacrime e sangue” del “burattino goldmaniano” Monti (che, ricordiamolo, quando si è insediato a premier, senza che alcuno lo avesse votato,osannato da tutti, Europa e Napolitano in testa, l’Italia aveva un rapporto debito/pil di 117; adesso siamo a 127, con le proiezioni che indicano 132) , rendono l’accesso al credito da parte della stragrande maggioranza di famiglie e imprese italiane a tutti gli effetti impossibile, e, dove possibile, a costi di gran lunga superiori a quelli di qualsiasi altro paese europeo, cosa che rende priva di ogni senso la scelta di continuare a vivere, a investire e a credere nella possibilità che questo paese possa uscire dalla condizione in cui si trova andando avanti così.

Ecco perchè le statistiche ci continuano a intonare sempre le solite litanie: crollo dei consumi (e quindi della produzione industriale, in calo oramai da 20 mesi consecutivi), che oramai non risparmia alcun settore merceologico – anche se ovviamente i più colpiti sono i beni non di prima necessità; disoccupazione alle stelle (12% nel complesso, 40% quella giovanile) – e vorrei vedere, visto che le uniche notizie riguardano chiusure di attività, con conseguenti licenziamenti in massa -, con la cassa integrazione, letteralmente allo stremo, unica ancòra temporanea di salvezza per tutte queste persone che perdono il posto di lavoro; investimenti in fuga e ridotti praticamente a zero, cosa questa che rende quindi impossibile assorbire almeno in piccola parte l’esercito di persone espulse dal mercato del lavoro.

Il nostro mercato interno sta letteralmente soffocando, colpito duramente, da tempi lunghissimi oramai, da rigore e austerità, assenza di credito, blocco degli investimenti, e da politiche economiche, norme farraginose e oltre ogni limite sopportabile, e apparati burocratici – contro la cui insensatezza ed arroganza chiunque voglia intraprendere un attività produttiva deve combattere quotidianamente- indegni di un paese civile.

Gli italiani già da tempo stanno intaccando i loro risparmi, anche questi in decisa ed esponenziale contrazione negli ultimi mesi, per far fronte a questa situazione di tagliente cristi sistemica e strutturale.

Ma sembra evidente che la situazione si sta avvitando, e, stando cosi le cose, non tarderà avere le prime ricadute e a far sentire i primi scricchiolii, anche verso gli unici finora che sono stati al riparo da ogni tempesta , ossia dipendenti pubblici e pensionati, che, sebbene abbiano dovuto rimodulare il loro tenore di vita, in considerazione del deciso ridimensionamento del potere di acquisto dei loro salari e delle loro pensioni, possono dire di averlo avuto ancora un reddito su cui poter fare affidamento. O almeno cosi è stato finora!!!

Vedremo quanto le casse dello Stato reggeranno l’urto della inevitabile caduta verticale delle entrate fiscali, che metteranno a repentaglio buona parte dei servizi, anche quelli essenziali, e in molti casi anche il pagamento degli stipendi per molti enti locali. Cosi come si può scommettere prima o poi sul congelamento degli stipendi o del blocco delle tredicesime, come primo passo che farà capire come la situazione stia davvero andando fuori controllo.

Per questo io guardo con sbigottimento e frustrazione questa indecente classe politica, che continua imperterrita, con i suoi giochetti e le sue manfrine, a fare quel che ha sempre fatto, ossia i “stramaledetti fattacci loro” (giusto per essere gentile!!), senza provare nemmeno a dare una risposta concreta di svolta per questo paese.

Vedere il Pd, Bersani e compagnia bella che festeggiano per l’esito elettorale delle amministrative danno letteralmente il voltastomaco, quando oltre il 50% del paese – percentuale in costante aumento -, sempre più incazzato con il mondo intero, ha scelto di disertare le urne- oramai tra poco andranno a votare solo quelli che dalla politica ricevono qualcosa di concreto e diretto in cambio. O quando lo stesso Grillo non capisce, dopo le sberle prese nelle ultime settimane, che se non cambia atteggiamento, cominciando a parlare seriamente a tutto il paese, a cuore aperto e in maniera costruttiva, lui che ha costituito per molti, fino alle elezioni politiche di febbraio, l’unica via di cambiamento democratico e non violento per questo paese, potrebbe con la stessa velocità essere scaricato, da gente sempre più sfiduciata e priva di ogni speranza ormai, che presto o tardi potrebbe vedere la violenza e la forza come unico mezzo per fare capire a queste persone che questa situazione non si può sopportare oltre.

Diciamocelo francamente: l’Italia, con il mostruoso debito che ha sulle spalle, con le politiche del rigore e dello stato di polizia di tributaria, con la burocrazia e le norme che ha, e, soprattutto, con l’attuale indecente classe politica, responsabile del disastro in cui ci troviamo, non può andare da nessuna parte, ed è destinata a soccombere amaramente.

Abbiamo bisogno di chiedere una ristrutturazione ordinata del nostro debito, per liberare risorse indispensabili per far partire un piano di investimenti, e quindi di rilancio del nostro paese. Per farlo, abbiamo bisogno di una classe politica con gli attributi – che non può assolutamente essere quella attuale, indegna, manifestamente incapace e corrotta – capace di negoziare a testa alta questa ristrutturazione, dando il via contemporaneamente ad un allentamento deciso delle politiche folli di rigore che ci ha imposto l’Europa, detassando in maniera decisa gli utili reinvestiti, incentivando ogni investimento per un lungo periodo di tempo, a maggior ragione se proveniente dall’estero – dato che i capitali forti ora si trovano fuori dall’italia – rimodulando e semplificando tutto l’impianto normativo esistente, prodotto da menti malate e contorte, che abbia come obiettivo principale quello di mettere fine una volta per tutte all’azione di questa improduttiva, parassitaria, asfissiante, corrotta macchina burocratica di questo “dannato” paese.

Tempo oramai non ne abbiamo molto a disposizione, e dobbiamo prendere coscienza di questo, anche per proteggere quello che ancora ci è rimasto, mettendo in sicurezza in qualsiasi modo, fino a quando ce lo lasceranno fare, patrimoni, liquidità e ogni cosa possa garantire il futuro per noi e per i nostri cari almeno.

Certo, speranze concrete che quanto detto sopra possa accadere davvero ce ne sono davvero pochissime ormai. Ma non ci sono dubbi: è quella l’unica strada per uscircene con le buone da questa difficilissima situazione. Altrimenti l’esito non potrà essere che uno soltanto. E che Dio ce la mandi buona!!!

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