Crisi Italia: la ripresa dietro a un angolo, che nessuno riesce mai a vedere!!!!

Scritto il alle 12:08 da [email protected]

Non mi stancherò mai di ripeterlo: la crisi italiana non ha niente a che fare con il normale ciclo economico, si tratta di una crisi strutturale e sistemica, che sta portando a un costante decadimento economico finanziario, sociale e civile, ed è per questo che non bisogna farsi prendere in giro dalle dichiarazioni che continuano ad arrivare quotidianamente(ieri è stata la volta di Zanonato…stanno facendo i compitini!!!)

Niente potrà mai cambiare per davvero senza decisioni radicali, che nessuno in Italia ha il coraggio intraprendere. E se cosi continuerà ad essere, statene certi, si uscirà solo in maniera traumatica.
Non dimentichiamo che, al di là di quel che sarà, questa crisi infinita sta compromettendo la capacità di spesa e i risparmi di fette sempre più grandi della popolazione, ed ha già distrutto e continuerà a farlo una parte fondamentale del tessuto produttivo del paese.

Se Fiat, Indesit, Divani e Divani, Brembo, etc etc stanno chiudendo stabilimenti (parzialmente o totalmente) qui per andare altrove, è perchè hanno capito che non hanno altra possibilità, e che il futuro lo vedono nero qui. E questo vi fa capire quali siano le aspettative future…..altro che le favolette di Saccomanni, Letta, Zanonato e compagnia bella
Per poter rimettere in piedi quel che è stato distrutto, ci vorranno riforme strutturali (di cui non si vede all’orizzonte nemmeno l’ombra…ma cosa vuoi aspettarti se a governarti ci sono quelli che sono causa di questo disastro),saranno necessari tanti anni e dovranno cambiare radicalmente fisco, giustizia, burocrazia, classe dirigente, con un netto ridimensionamento di questi disastrosi sindacati, con vere liberalizzazioni, rasando al suolo corporazioni e lobby.

Solo cosi questo paese potrà mettersi nelle condizioni di generare nuovamente crescita, ricchezza e benessere diffuso in maniera sostenibile e duratura.

Sotto il peso della montagna di debito in cui si trova, senza sovranità monetaria, e andando avanti con i governi del non fare e del continuiamo farci solo i cazzi nostri, finiremo a gambe all’aria, non ci sono alternative!!!

Per questo torno a dire: se vi dovete arrabbiare con qualcuno, non fatelo con gli imprenditori che vanno via dall’italia, cui dovreste solo stringere la mano e fare un plauso per la scelta corraggiosa e non facile. Arrabbiatevi piuttosto con quelli che ancora oggi continuano a dirvi, di fronte all’evidenza, che la ripresa è dietro l’angolo!!!!

 

 

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5 commenti Commenta
draziz
Scritto il 20 agosto 2013 at 12:52

Perfettamente d’accordo!
Questo è anche il Paese dove esiste il buonismo a senso unico, nei confronti di chi delinque: se l’ha fatto avrà avuto una ragione…
L’onesto e chi si impegna e fa sacrifici deve solo e sempre sopportare e capire tutto?
Ma finiamola…

Piuttosto: a quando i bilanci in chiaro (e depositati nelle CCIAA) di partiti politici e associazioni sindacali ? (senza fare nomi che tanto li conoscono tutti…)
Loro possono maneggiare soldi a piacimento ed io devo dimostrare perchè ho in tasca 1000 Euro e centesimi 1 ?
L’Agenzia delle Entrate e la GdF passeranno al setaccio anche i conti correnti di cui sopra per vagliare i movimenti incompatibili con il “tenore di vita” ?
Quando il pesce puzza, puzza dalla testa e qui lo sport preferito è diventato quello del bue che dà del cornuto all’asino… :evil::evil::evil:

updown
Scritto il 20 agosto 2013 at 13:12

draziz@finanza,

Esatto Draziz….vorrei inoltre far notare che c’è una imprenditoria che come potete notare non si muove dall’italia, semplicemente perchè a loro l’Italia va bene cosi come è!!!
Un Colaninno, un Tronchetti(entrambi responsabili della devastazione in Telecom, tecnicamente decotta e spoglita del patrimonio immobiliare dopo il loro passaggio), un De Benedetti (vi ricordate Cdb Web TEch, scatola vuota collocata in fretta e furia in piena bolla tecnologica e scaricata a prezzi stellari sul mercato), un Benetton(che bello avere concessione vita natural durante per la rete autostradale, lasciata marcire in condizioni indecenti e pagarsi manco stessi andando su una autostrada olandese!!! tra poco si pagherà piu di autostrada che di carburante!!!) state tranquilli che a loro sto paese va benissimo cosi!!! e che dire dei sindacati, delle banche, della burocrazia…..
E’ davvero strano sto paese eh????

updown
Scritto il 20 agosto 2013 at 13:23

Un fatto che può essere emblematico della situazione attuale: Intesa, unicredito e compagnia bella hanno finanziato il raider Romain Zaleski e la sua Tassara per 2,4 mld di euro(ossia quasi 5000 miliardi di vecchie lire) per speculare in borsa. Poi un imprenditore serio, che vuole magari 1 milione di euro per investire e sviluppare la sua azienda, gli rispondono picche tutti!!! Pensate voi con i soldi che han dato a Zaleski(che anche se dovesse andare a gambe all’ari–procurando l’ennesimo buco nei bilanci delle banche, che tanto poi noi risaneremo, direttamente o indirettamente- lui la sua fortuna e la sua bella vita se l’è già fatta e ce l’ha comunque garantita per diverse generazioni pure) quante imprese avrebbero potuto finanziare, correndo un millesimo dei rischi che hanno corso con Zaleski.

dfumagalli
Scritto il 20 agosto 2013 at 21:52

Cari miei, nessuno di voi nota una cosuccia.

Anche se (e lo reputo impossibile) all’improvviso nascesse in Italia un qualcuno d’onesto ed in grado di fare tutte le infinite riforme necessarie ed urgenti… 30 anni fa, siete comunque fregati.

Questo perché anche se un tale santo riuscisse a prendere in mano le redini del paese ci vorrebbero decenni e decenni per rettificare il marcio e l’ingiusto.

E voi? Davvero vivete nella pia speranza che tale persona esista? Davvero siete disposti ad aspettare 20 anni che le sue riforme inizino a dare frutti profondi? Che sarete sessantenni ed avrete bruciato la vita anche in questo roseo scenario.

Io sono emigrato e purtroppo devo dire che persino in un altro Paese PIIGS come l’Italia, le cose sono drasticamente migliori. Qui c’é la crisi, vero. Però nessuna azienda è emigrata all’estero, qui persino gli stuzzicadenti si rifiutano di comprarli made in China.
Ci sono infrastrutture che a crisi finita saranno immediatamente fruibili. C’é una città tipo Milano… ma la cui tangenziale ha 7 corsie non 2.

L’Italia è al di là della crisi finanziaria globale. L’Italia sta affondando da prima e non ne uscirà assieme a tutti gli altri. Resterà insabbiata e spiaggiata, in un mondo che marcia a 100 volte la sua velocità e dover persino gli altri Paesi Eurodeboli le mangiano brutalmente in testa.

Io vedo i Telegiornali italiani col satellite e mi piange il cuore a vedere come siete sistemati, anzi, peggio, vedo la tendenza a NON cambiare e a NON migliorare.

Davvero siete pronti a diventare vecchi senza far nulla e aspettando che un messia vi salvi dalla cenere? Almeno andatevene, che fuori dall’Italia ho subito trovato 3 potenziali lavori, di cui sto facendo il migliore. Esatto, leggete bene, un poveraccio disoccupato perpetuo come me, come è uscito dall’Italia non solo ha trovato lavoro ma adirittura può scegliere tra più lavori!

Meditate gente. Meditate.

draziz
Scritto il 21 agosto 2013 at 00:05

dfumagalli@finanza,

Purtroppo ne sono conscio e sto lavorando per portarmi all’estero i sacrifici di 4 generazioni…
Ci vorrà tempo, ma ci riuscirò…
Nel frattempo: che piaccia o no, che sia simpatico o no, tutte le balle che volete, ma ha ragione qualcuno che ha detto che se ne devono andare tutti a casa, che è il sistema che è marcio dalle radici.
Inoltre, i quotidiani nazionali non li leggo più da tempo, sono soldi sprecati…
I telegiornali nella lingua di Dante non li ascolto più, sono peggio dei cinegiornali dell’Istituto Luce in tempo di guerra…
Ogni volta che vado all’estero per lavoro è una pena ritornare, sin dal momento dell’arrivo in aeroporto: tanti begli schermi accesi che trasmettono la merdosa scena politica italiana, sempre tutte le volte.
Vale la pena pagarsi un volo all’estero per scoprire che esiste anche altro!
C’è stato un tale tanto tempo fa, R.Leoncavallo, che ha composto un’opera: I Pagliacci.
Come sapeva vedere bene nel futuro…

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