FTSE MIB – IBEX: VEDIAMO I GRAFICI SETTIMANALI DEI DUE PIU’ IMPORTANTI PAESI PERIFERICI EUROPEI

Scritto il alle 10:28 da [email protected]

Sappiamo tutti molto bene come la gran parte degli indici mondiali è in trend rialzista deciso da anni ormai, con solo rare eccezioni di condizione neutrale positiva(vedi Cac ad esempio).

I motivi per cui gli indici di Spagna e Italia sono stati in condizione tecnica ribassista di  lungo finora(con una neutralizzazione di medio avvenuta solo nell’estate 2012 dopo il fuoco incrociato delle banche centrali a livello globale) li conosciamo bene, alcuni assolutamente dovuti (vedi le condizioni strutturali e sistemiche assolutamente deficitarie,e non da poco, della nostra economia, unita a un indecente classe politica e apparato burocratico, oltre  che a un debito che ha raggiunto livelli insostenibili in Italia; mentre la Spagna paga soprattutto lo scoppio della bolla immobiliare), altri utilizzati invece ad hoc dalle lobby bancarie ed economiche, oltre che dalle volontà politiche dei paesi più forti, per approfittare della crisi stessa di  questi paesi, tenendoli per le palle(scusate il  francesismo, ma questa è la cruda verità), ossia l’aumento dello spread, il differenziale tra Btp e Bonos, e il Bund tedesco.


Gli indici  americani e il  Dax stanno continuando a macinare nuovi massimi,e tutti, a parte ovviamente il Nasdaq(che paga ancora  lo scoppio della bolla nel 2000), hanno costruito nuovi massimi storici.

Ora vediamo i grafici di Ibex e Ftse mib su base settimanale.


 

FTSE MIB SETTIMANALE

 

IBEX SETTIMANALE


Come potete vedere, la condizione tecnica è praticamente identica: se non fosse per il fatto che l’Ibex ha fatto nuovi massimi storici nel 2007 e il nostrano invece ne è rimasto ben distante, la situazione è davvero speculare.

L’indice spagnolo si è già portato a contatto con l’accoppiata ema-sma a 200, mentre l’italiano è ancora un pò indietro, avendo testato per ora solo la sma a 200(di fatto paga la sottoperformance di Eni- che oggi ha staccato un acconto dividendo di 0,55 euro peraltro- negli ultimi mesi a causa della vicenda Saipem- il titolo infatti con l’indice a 17800 nelle occasioni precedenti si trovava in area 18,7-19,5).


In entrambi i casi si è avuto il cross rialzista della ema  a 25 sulla 100(ma non della 65 ancora), fatto di grande rilevanza sul nostro indice dato che era dal gennaio 2008 che non vi era stato mai un cross, ed allora ovviamente era stato al ribasso.

Alle  condizioni tecniche  che vediamo nei grafici sopra arriviamo avendo davanti un periodo storicamente molto difficile e volatile per i mercati(settembre-ottobre è un accoppiata terribile, basti pensare al 2001, al 2002, e al 2008).

Ciò nonostante va detto che l’ultima settimana era davvero temuta inizialmente, ma  i mercati hanno vissuto  la stessa con estrema serenità, anzi, addirittura con entusiasmo ad un certo punto  alla notizia che l’inizio del tapering è stato per ora rinviato da parte della Fed.

Tecnicamente i livelli con cui si stanno confrontando questi due indici così sottoperformanti negli ultimi 2 anni sono davvero importanti: una rottura rialzista avrebbe implicazioni davvero notevoli.

Va ricordato   comunque che, anche di fronte a segnali di svolta, qualsiasi scelta operativa deve comunque mantenere una dose di cautela e prudenza, in particolare nelle prossime 6-8 settimane.

Non vi sono dubbi infatti che  nel prossimo futuro assisteremo  ad una decisa e violenta correzione sui mercati, magari complice il pretesto meno immaginabile, poichè sappiamo bene che di fondamentale c’è ben poco  in questi mercati. E siccome lo scenario che si profila è di una graduale riduzione di  questa imponente immissione di liquidità portata avanti dalle banche centrali nel corso degli ultimi  anni, in maniera via via sempre più aggressiva, va da se che con il venire meno prima o poi di questa aggressività e di questi  stimoli, i mercati dovranno dimostrare di reggersi sulle proprie gambe, e, onestamente, non vi sono nemmeno lontanamente al momento le condizioni perchè questo possa davvero accadere.

Allo stesso modo non vi sono dubbi che i rischi maggiori di downside siano sugli indici che più hanno beneficiato dell’immensa mole di liquidità riversata sui mercati dal grande esperimento  delle banche centrali, ossia quelli americani e tedesco.

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