PENSIERI IN LIBERTA’ SU QUEL CHE CI ASPETTA IN QUESTO 2014 APPENA INIZIATO

Scritto il alle 14:15 da [email protected]

Sono da poco passati i giorni di festa, il nuovo anno è iniziato da pochissimi giorni, le letterine a Babbo Natale e  gli immancabili messaggini di auguri di routine augurando ogni gioia, successo, felicità etc etc hanno lasciato già il tempo che trovano.

Ognuno di noi si è già rituffato nel tran tran della vita quotidiana, e, come avviene ovviamente ogni volta, senza toccare con mano nessuna differenza sostanziale.

Al di là delle considerazioni e  valutazioni  che soggettivamente ognuno possa fare, credo vi siano degli elementi oggettivi, validi  per chiunque, che sia giusto mettere in evidenza, arrivati oramai ad un punto davvero di non ritorno per il nostro paese.

Prima di tutto, è ora di dire in maniera chiara che è arrivata l’ora di smettere di farsi prendere per i fondelli da questi buffoni che ci continuano a raccontare da anni che la ripresa è dietro l’angolo: nessuno di loro, da Vendola a Storace, ha più alcuna credibilità, ma, nonostante questo, tutti coloro che si sono succeduti alla guida del paese (scelti dagli elettori fino al 2011, oppure imposti dall’alto nel caso di Monti e Letta)hanno la faccia come il culo di ripetere a distanza di tempo, in maniera consapevole e sistematica,  queste frasi fatte solo per prendere in giro la gente.

 

 

Prendiamone atto una volta per tutte: i dati economici parlano chiaro (solo per citarne alcuni, dall’oltre meno 10% del pil in pochi anni, ai quasi 3,5 milioni di disoccupati, al 42% della disoccupazione giovanile, etc etc), non vi è alcuna possibilità che vi sia nessuna ripresa sostenibile e strutturale – a parte qualche rallentamento fisiologico della caduta -, per una economia che è in drammatica recessione da anni; e  la cui spina dorsale produttiva, fatta di medie e piccole imprese, artigiani e commercianti, è stata letteralmente messa in ginocchio negli ultimi anni con le azioni costanti di repressione fiscale, stato di polizia tributaria, burocrazia soffocante e sotto i colpi di una crisi globale senza precedenti. Sotto una montagna di debito di oltre 2000 mld – debito peraltro aumentato senza sosta nonostante la drammatica spremitura messa in atto da Monti in poi, con la scusa delle turbolenze pilotate sullo spread – e con interi settori praticamente rasi al suolo e con i gioielli rimasti che finiscono inevitabilmente per passare sempre più, sovente svenduti, in mani straniere, siamo davanti a una vera e propria desertificazione della nostra economia, che infatti vede le entrate fiscali contrarsi – a dispetto dell’aumento costante della pressione fiscale – e una azione politica sempre più aggressiva da parte dei burattini nelle mani di Bce e Trojka che si succedono alla guida del paese  rivolta ad attaccare l’unica cosa ancora rimasta agli italiani per tirare avanti, ossia i loro risparmi e il loro patrimonio immobiliare.

 

Arrivati a un livello di pressione fiscale praticamente già insostenibile e che difficilmente si può più spingere oltre, in una paese che ha oltre 2000 mld di debito – pubblico –  alla casta di burattini in mano a bce e trojka non rimane altro a questo punto che puntare alla vera e propria aggressione dei risparmi e dei patrimoni delle famiglie e delle imprese- ( finora solo iniziata sebbene in maniera già decisa, con alcune genialate assolute poi, come quella della Tobin tax,  partorita dalla mente perversa di quel Boccia che ha inventato recentemente anche la web tax, rivelatesi subito un vero e proprio flop): oltre 6 mila miliardi di risparmi, cui aggiungere tra i 2,5-3 mila mld di liquidità e beni delle imprese. Al  netto dei debiti di aziende, privati e banche, parliamo di un saldo positivo di oltre 5 mila mld.

 

Capite ora perchè i mercati hanno iniziato a festeggiare negli ultimi mesi e perchè lo spread si è ridotto in maniera cosi decisa??? Non c’entra niente la ripresa dietro l’angolo: statene certi, la luce in fondo al tunnel di cui vi parlano è quella del treno ad alta velocità che ci sta venendo addosso!!!!

Facciamo un passo indietro per capire meglio: fateci caso, dal novembre 2011, nel momento in cui Berlusconi è stato dimissionato sotto i colpi di una crisi finanziaria e fortemente pilotata in maniera speculativa sullo spread, e Monti, con un vero e proprio colpo di stato non violento (divenuto ben chiaro peraltro alla luce delle notizie venute alla luce successivamente), previa nomina a senatore a vita – sapeva bene il tecnocrate scuola Goldman che alla urne avrebbe preso una marea di calci nel sedere –  da parte di Napolitano, quindi per oltre 2 anni, chi ha guidato il nostro paese non è stato in alcun modo espressione della volontà popolare degli italiani, ma frutto di una miscela esplosiva di giochi politici ed economici ad alto livello e internazionali, in  cui Napolitano – senza ombra di dubbio il peggior presidente della Repubblica mai avuto –  ha rappresentato il custode e ne ha guidato le fila, e le persone scelte per guidare i governi altro non potevano essere che meri esecutori di volontà ben precise imposte dall’alto: Monti  imposto con la scusa delle turbolenze pilotate sullo spread dall’europa, Letta – dopo una tornata elettorale ipocrita  di tutti contro tutti-  frutto della paura  da parte della casta arroccata su se stessa per proteggersi il deretano dallo tsunami Grillo( alla trojka andava certo benissimo un membro Bildeberg).

 

In questo scenario, due sono stati gli elementi di incertezza che hanno  scompaginato il quadro, perfettamente realizzatosi finora, fin qui delineato – proprio a causa del fatto di avere governi senza alcun consenso popolare,e  con maggioranze cosi variegate a supportarli :

1) Il  possibile ritorno in campo di Berlusconi: al cavaliere si può dire di tutto, e soprattutto si può dire con certezza dopo 20 anni che ha pensato sempre e solo a fare i cazzi suoi (scusate il “francesismo” ma non esiste frase migliore per spiegare il concetto!!!), ma per onestà intellettuale gli va riconosciuto che  non avrebbe mai obbedito ai diktat  della trojka come un burattino, e per questo è stato fatto fuori in quel modo in un vero e proprio colpo di stato mascherato, mentre tutti gli altri invece rispondono sissignore solo ed esclusivamente a Ue, Napolitano e Draghi. Nonostante tutto quel che ha combinato però il consenso personale è comunque rimasto degno di nota, e poteva rappresentare in un futuro ritorno alle urne una potenziale minaccia. Problema risolto alla radice con la definitiva decadenza da senatore, dopo la prima sentenza passato in giudicato dopo 20 anni di assoluzioni per prescrizione o di processi mandati all’aria grazie alle leggi e leggine da lui stesso fatte ad hoc – strana coincidenza, vero???

2) Il fenomeno Grillo e M5S: in un  contesto europeo in cui i partiti anti euro, visto come responsabile della drammatica contrazione del potere d’acquisto delle famiglie, soprattutto nei paesi periferici che più stanno soffrendo la crisi economico-finanziaria, hanno sempre maggiori consensi, i grillini rappresentano la minaccia sicuramente più importante. Al di là delle considerazioni sul fatto che sembra davvero irrealizzabile lo scenario in cui da soli riescano ad avere la maggioranza assoluta in entrambe le camere, che li metta in grado di poter governare,  nonostante lo straordinario risultato avuto nel febbraio 2013,  per non parlare di alcuni discutibilissimi punti del programma economico – come ad esempio quello del reddito di cittadinanza, anzichè del populista e demagogico ulteriore aumento delle aliquote sulle rendite finanziarie, già passate peraltro dal 12,5 al 20% recentemente, etc etc -questi ragazzi, venuti dal basso e non selezionati dall’alto nelle stanze dei bottoni,  hanno soprattutto un valore – che ovviamente diventa un grave problema e un rischio enorme per Ue, Trojka e Bce –  rispetto a tutti gli altri: non sono sul libro paga dei poteri forti, delle lobby bancarie, dei burocrati europei, e certamente non si sognano nemmeno di rispondere obbedisco ai diktat della trojka. Certo se gli italiani percepissero finalmente che serve un vero e proprio detonatore per liberare questo paese dalla schiavitù e facendo saltare questo dannato sistema in cui ci hanno relegato, tenendo ben presente che il M5S può essere il mezzo per realizzare questo scenario(onestamente mi sembra improbabile che possano essere la soluzione), forse i timori della Trojka e dei mercati(vanno di pari passo i mood, fateci caso) sarebbero pure giustificati. Ma, onestamente, quante possibilità ci sono che questo possa avverarsi???

Ed è qui che si inquadra perfettamente la discesa in campo di Renzi, nuovo segretario del Pd e candidato premier in pectore, che 3 milioni di iscritti al Pd, per di più pagando pure 3 euro – non c’è limite al masochismo della base del Pd, dopo aver pure fatto un governo insieme a Berlusconi – hanno voluto fortemente e che già, secondo i sondaggi,  la maggioranza degli italiani, spinti con calore dai media mainstream a libro paga,  è pronto a votare per ridare fiducia e speranza all’Italia.

Un democristiano riciclato, con la faccia del nuovo, supportato da personaggi, per fare qualche esempio, come quel Davide Serra, residente a Londra, che guida un fondo off shore (e quindi esperto a non pagarne alcuna di tassa) che predica già che è sacrosanto mettere – ai residenti italiani sia chiaro, – una patrimoniale del 10% anzichè aumentare le rendite finanziarie fino al 30-35%; oppure da quel De Benedetti, residente in Svizzera, che pontifica sui suoi giornali quanto sia sacrosanta la tassa sulla prima casa, o la web tax voluta da boccia, proprio lui che manco a dirlo non le paga in italia le tasse, e a cui, proprio recentemente, il governo Letta ha fatto un regalino multimilionario alla sua Sorgenia piena di debiti.

 

Sta per realizzarsi dunque- si vocifera autunno 2014 –  il vero e proprio capolavoro della Trojka,  per cui da mesi  i mercati stanno festeggiando (sommato al fatto che Italia e Spagna erano le uniche rimaste al palo negli ultimi anni), ossia quello di aver un premier-burattino per la prima volta acclamato e fornito di consenso popolare, e quindi con maggioranze che, senza se e senza ma, voteranno qualsiasi provvedimento dovesse rendersi necessario(con monti e letta di consenso popolare non ce n’era proprio).

Non voglio tediarvi oltre con analisi di dati, con riflessioni approfondite sui personaggi chiave (basta cercare un pò in rete: se volete qualche nome date un occhiata  ai blog Il grande bluff, rischio calcolato, mercato libero giusto per citarne qualcuno) o cose del genere.

Voglio invece analizzare con voi le 3 scelte possibili, arrivati a questo punto, ovviamente rivolte solo a chi condivide quanto sopra esposto e non crede a una parola di quel che gli viene propinato quotidianamente dalla banda “della ripresa dietro l’angolo” – tutti gli altri continuino pure a credere alle favolette cui seguiranno inevitabilmente in futuro le lacrime di coccodrillo –

L’Italia è fallita, non ci son dubbi, e con le buone non se ne uscirà da questa situazione. E non fatevi ingannare dai  mercati che  stanno festeggiando – se non l’avete ancora capito che, dai tempi in cui i politici hanno appaltato ogni scelta ai banksters,  con l’economia reale non c’entrano un bel nulla non so proprio cosa altro possa farvelo capire – , con il ftse mib in netto recupero e lo spread in decisa e costante contrazione, semplicemente perchè hanno capito che la scommessa sull’Italia, soprattutto se Renzi dovesse davvero arrivare a guidare il paese con una solida maggioranza, sarà praticamente priva di rischi: non si rischierebbe di fatto nemmeno l’haircut, come accaduto in Grecia, proprio perchè, a differenza dei greci, a far da garanzia ci saranno i risparmi e i patrimoni degli italiani, pronti ad essere massacrati per 5 anni.

Se ne uscirà con le cattive, o economicamente e finanziariamente (da questo punto di vista da anni siamo già sulla buona strada), o alla fine per via di una rivoluzione violenta (inevitabile quando si porta la gran parte  della popolazione in povertà, senza lavoro e senza piu niente da perdere). Alle urne la percentuale dei votanti è già scesa poco sopra il 50%: ormai va a votare solo chi fa parte del sistema legata a doppio filo per interessi  alla casta e all’apparato burocratico ad esso connessa, oppure i beoti che ancora credono alle balle che questi raccontano. Sarebbe giusto dire che ogni paese ha il governo che si merita, se non fosse che ad essere inchiappettati a sangue sono pure quelli che quel governo non l’hanno votato (gli altri si meritano quello ed altro).

 

La soluzione più ovvia, quella più emotiva e totalmente irrazionale, ma sicuramente anche quella che davvero meriterebbero questi lestofanti che ci hanno portato in queste condizioni e vanno in tv tutti i giorni a prenderci per il sedere, sarebbe quella di prendere bastoni e forconi e andare a fargli prendere una bella lezione. In realtà questa è l’unica soluzione che vi consiglio di lasciar perdere, nonostante possa dare un forte senso di piacere anche solo l’idea, prima di tutto perchè ad ogni azione corrisponde sempre una decisa reazione,  e se questa azione è compiuta andando fuori dalle regole, sarà inevitabile pagare dazio, anche amaramente, per questo, con inevitabili ripercussioni negative sulla vita di ognuno e quella dei propri cari; ma soprattutto perchè ci si deve chiedere: ma chi ve lo fa fare??? ne vale davvero la pena, quando si hanno a portata di mano altre soluzioni???

 

La seconda soluzione, rivolta soprattutto a chi, per motivi familiari e/o lavorativi e/o economici o semplicemente perchè non ha la forza e la voglia di fare una scelta non facile come quella di prendere armi e bagagli e andarsene via da questo paese, è quella che rappresenta l’unico vero timore per la Trojka, l’unico elemento di incertezza in questo scenario oramai ben definito: alle prossime elezioni, e già a partire dalle prossime europee, votare per chi possa fare da vero e proprio detonatore in grado di scardinare l’attuale sistema. Grillo è la soluzione nota già a portata di mano, ma che si chiamino Forconi, o Partito del mandiamoli a farsi fottere, l’importante è andare a votare, tutti, per  coloro che non fanno parte di questa casta di banditi che ci ha portato in queste condizioni, da Vendola a Storace. E non fatevi abbindolare come al solito dalla televisione e dai giornali a libro paga dei poteri forti: abbiate la forza di andarvele a cercare le notizie che contano davvero, perchè nessuno verrà mai a darvele. Renzi, il mr. Bean de noartri, fatevene una ragione,  è l’ennesimo faccione apparentemente nuovo da riciclare per arrivare ad un governo made in trojka finalmente supportato da consenso popolare. Questo è l’unico modo democratico rimastoci per provare a scardinare questo sistema: si tratta sicuramente di un mezzo, non di una soluzione, ed  ha possibilità ridotte al lumicino di realizzarsi, ma queste pochissime possibilità sono legate soprattutto al fatto che la maggioranza del paese prenda coscienza di tutto questo e non lasci il destino del paese in mano a chi o per interessi o per ignoranza continua imperterrita a votare questa gente.

 

 

La terza soluzione è sicuramente quella piu difficile, soprattutto perchè comporta drastici cambiamenti nella vita di ognuno e in quella di propri cari, ma anche perchè spesso, pur prendendo consapevolezza della bontà della scelta,  per motivi economici e/o lavorativi è impossibile percorrere. Ma è chiaramente anche quella più  razionale e a portata di mano, e che consiglio caldamente, soprattutto per chi ha del valore aggiunto da offrire, e per chi ha tanto da perdere (questo vale tanto più quanto i risparmi e i patrimoni sono rilevanti). Ovviamente, come è logico intuire, sto parlando del fare armi e bagagli e andare via da questo paese (fino  a quando peraltro lo lasceranno fare). Soluzioni ce ne sono tante: dalla vicina Svizzera (che avrebbe il vantaggio di essere pure extra Ue, eliminando quindi il potenziale rischio deflagrazione dell’euro), a Malta(per rimanere in Ue), per finire a tanti paesi dalle enormi potenzialità future, ma ancor piu lontani,e anche più ostici per motivi facilmente intuibili( si pensi a Dubai o a Panama anzichè l’Australia, giusto  per fare qualche esempio). La scelta è soggettiva. La cosa importante è scegliere paesi dove lo Stato tutela i tuoi risparmi e il tuo patrimonio( e non è invece il primo ad aggredirli);  dove gli investimenti abbiano una qualche minima possibilità di avere dei ritorni economici;  dove la pressione fiscale è a livelli sostenibili, con in cambio servizi degni di tale nome adeguati alla stessa; dove la burocrazia e il relativo costo della stessa non diventino ostacolo insormontabile per qualsiasi iniziativa; dove il cittadino non si senta ostaggio di uno stato di polizia tributaria. Non fare questa scelta, significa senza alcun dubbio esser costretti a subire ancora per molto tempo una agonia senza fine, che inevitabilmente ci porterà o alla  prima soluzione indicata, oppure rimanere con la speranza – davvero quasi utopistica ormai – di far saltare con le buone il sistema dal basso, come indicato nella soluzione 2, che comunque avrebbe come contraltare il fatto di poter difficilmente prevedere poi le evoluzioni successive sia in termini di ricadute economico finanziarie(  ad esempio un uscita dall’euro cosa potrebbe comportare nelle condizioni economiche in cui troviamo?) e mettendo già in conto tempi lunghissimi per porre le basi per una svolta duratura e sostenibile.

 

Ovviamente, se non condividete  tutto quello che avete letto sopra, continuate pure a credere alla banda della ripresa dietro l’angolo, andate a votare Renzi alle prossime elezioni, e ……AUGURI SINCERI DI UN FELICISSIMO 2014 PIENO DI GIOIE, SUCCESSI, SOLDI, FELICITA’ E AMORE!!!!!

 

Per finire, vi lascio allo strepitoso intervento di Marco Travaglio nell’ultima puntata di Servizio Pubblico su  La7, piena di spunti e battute fenomenali: per citarne una, su Letta, “e volete vedere l’orgoglio di farvi prendere per il culo da un quarantenne piuttosto che da due da 80”!!! Buon anno a tutti!!

 

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1 commento Commenta
draziz
Scritto il 13 gennaio 2014 at 16:34

Caro Updown,
tutto vero, atrocemente vero dalla prima all’ultima riga.
Sai qual è il vero problema?
Che 1.000.000 di Italiani campa, più o meno indirettamente, di politica.
I rimanenti aventi diritto al voto o sono obnubilati dalla chimera del cambiamento (che arriveràààààà, arriveràààààà, ohhhhh… sììììììììì, arriveràààààà… ma davvero? ma guando badrone? guando?) o se ne fottono del prossimo (e quindi miopemente di loro stessi) recitando il solito: “io speriamo che me la cavo…”
Vedrai che quando aumenterà la fame, quando gli Italiani saranno “democraticamente” privati dei loro risparmi e della loro liquidità, con la solita scusa che le leggine straordinarie servono per contrastare l’evasione (ma vi risulta che qualcuno in Parlamento sia stato colpito da un provvedimento dell’INPS o del Ministero del Lavoro con deliranti sanzioni per la mai cessata vicenda dei portaborse in nero…?) allora nelle teste anche di quelli che vanno a votare sempre gli stessi (monocolore o a tinte varie, la sostanza non cambia: le facce sono sempre quelle…) comincerà ad accendersi un barlume di consapevolezza (sì, quella di essere stati fregati per degli anni): quella del futuro negato.
Non è più questione di votare turandosi il naso, ma di non fare l’onda… che il livello si è alzato di troppo…
Qualcuno recita: “sono come San Tommaso, se non vedo non credo!”
Bravo… Dopo più di 60 anni di “storia” politica dell’Italia democratica cos’altro devi ancora vedere per convincerti?
Perseverare diabolicum…

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